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Giovedý 27 Luglio 2017
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Il Colonnello Pietro Mazza

 

L’EROICA FINE DEL COL. PIETRO MAZZA                                                                

   Fra i quattro caduti cuccaresi nell’ultimo conflitto, il più emblematico è certamente il Col. Pietro Mazza, al quale il Comune di Cuccaro ha dedicato una via, e nell’anno 2000 ha posto nel Parco della Rimembranza il busto di bronzo che già campeggiava nelle casermette di Casale, a lui dedicate fino alla loro chiusura.

   Era nato a Cuccaro l’8 febbraio 1893, e la sua tragica fine ci è stata descritta direttamente dal suo ufficiale di campo, il Ten. Ulisse Donati.

 

Il Col Mazza Principe Umberto di Savoia.jpg

Il Col. Mazza con il Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, sul fronte greco-albanese

il 9 luglio 1941

 

Nel 2000, infatti, ho avuto lunghi colloqui  telefonici, nonché uno scambio di lettere ,con il Ten. Donati (ormai ottantasettenne), che aveva prestato servizio presso il Comando d’Artiglieria del XVIII Corpo d’Armata, con sede a Spalato, come Ufficiale di campo del Col. Mazza, fino al giorno della sua fucilazione, il 1° ottobre 1943.

  “Cademmo in mano dei tedeschi—ha raccontato il Ten. Donati—la mattina del 27 settembre (cioè 19 giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre), quando le truppe germaniche entrarono in Spalato. I primi ad essere interrogati furono il Generale Pellegra, il Col. Mazza ed altri Ufficiali Superiori. Al rientro dall’interrogatorio, il Col. Mazza mi fece capire che le cose si stavano mettendo male. Verso sera, tre autocarri con rimorchio (in tutto eravamo circa 400 prigionieri) ci condussero a Signj, che si trovava a 35 km. a nord di Spalato. Ricordo che il Col. Mazza prese posto sulla macchina che seguiva la mia. A Signj fummo sistemati in una casermetta, per terra, in stanzette prive di finestre. La mattina del giorno 30, dopo averci fatto scendere in cortile, un Generale delle SS, un Maggiore ed un Tenente pure delle SS che parlava perfettamente italiano, cominciarono ad interrogarci uno alla volta: il Col. Mazza fu tra i primi. Al termine dell’interrogatorio, a tutti chiedevano se si voleva ‘aderire’, o meno, al nuovo arruolamento a fianco delle forze tedesche.

 

 

A questa domanda il Col. Mazza rispose: ‘Come ufficiale sono legato ad un giuramento dal quale nessuno mi può sciogliere’.  Fra tutti gli Ufficiali addetti al Comando d’Artiglieria –ha precisato Donati- gli unici a non ‘aderire’ furono il nostro Generale Pellegra, il Col. Mazza ed io. La sera del 1° ottobre, cioè al termine dell’interrogatorio durato due giorni, il Generale delle SS si presentò con un elenco nominativo che egli stesso cominciò a leggere, e fra i primi c’era proprio il Col. Mazza. Il Generale tedesco ordinò, agli Ufficiali chiamati, di mettersi lo zaino in spalla e di seguire i soldati delle SS che erano di scorta. Quando il drappello si mosse, il Col. Mazza si rivolse a me gridando: ‘Addio, Donati, e in gamba!’.

 Quelle furono le sue ultime parole. Alle 3 del mattino seguente, le SS ci svegliarono, ordinandoci di preparare gli zaini, perché fra un’ora si doveva partire. Fu allora che fummo informati di ciò che era accaduto poche ore prima: cioè che gli Ufficiali prescelti, in tutti 46 più tre Generali, erano stati portati a Trilj e colà fucilati in una cava di pietre sulla montagna. Gli oggetti e i capi di vestiario che le SS offrirono ad alcuni miei colleghi vennero riconosciuti come appartenenti agli Ufficiali fucilati.

Verso le 4 ci portarono tutti, ‘aderenti’ (cioè collaborazionisti) e ‘non-aderenti’,

in un grande spazio, dove, alla presenza del Generale delle SS, di un Maggiore e di un Capitano, il Tenente interprete diede lettura  del proclama diramato dal Comandante della Divisione corazzata SS ‘Principe Eugenio’, nel quale si diceva che ‘Dopo la punizione inflitta ai maggiori responsabili, i traditori italiani che non hanno aderito andranno fino a Spalato a piedi,  in quella che sarà la Marcia della Vergogna’.

   Dopo essere stati separati dai collaborazionisti che avevano aderito (circa 350, sulla cui sorte non ho più avuto notizie), noi ‘non-collaborazionisti’, (in tutto 83), iniziammo La Marcia della Vergogna verso Spalato, marcia che per me si concluse con la deportazione nei Lager in Germania e successivo rimpatrio dopo due anni.

Fu allora che tornai su quella montagna nella cava di pietre di Trilj, per cercare sotto quei cumuli di sassi i resti dell’eccidio di quel tragico 1° ottobre, e mai come allora mi sono sentito orgoglioso di aver portato le stellette, comportandomi da soldato”.    

Grazie, collega Donati, per averci regalato una pagina di storia che non dimenticheremo.                                                                                         

Ten Ulisse Donati.jpg

Ten. Ulisse Donati

 

Per la cronaca ricordiamo che, al termine del conflitto, una apposita Commissione del Ministero della Difesa riportò alla luce i resti del massacro di Trilj, li fece trasportare via mare ad Ancona, ed ora giacciono a Venezia Lido, il quel Tempio Ossario dove riposano molti dei nostri Caduti.

 

Il Col. Mazza torna a Cuccaro fra i suoi soldati

12 Nov. 2000 è la data del ritorno del Col. Pietro Mazza al paese natio, con la collocazione del suo busto in bronzo fra i suoi soldati nel Parco della Rimembranza .

   Alla cerimonia sono intervenuti ufficiali superiori, un tempo alle dipendenze del grande scomparso, volontarie della Croce Rossa (per ricordare il servizio prestato durante l’ultima guerra dalla N.D. Rosa Mazza Monesi), nonché rappresentanti delle varie Forze Armate, con picchetto. Dopo lo scoprimento del busto e relativa benedizione, officiata da Don Germano Rota, la figura dello scomparso è stata rievocata dal vice-presidente della Sezione Artiglieri di Casale, Ten. Col. Remo Milani. Alla “Preghiera dell’Artigliere”, recitata da una crocerossina, è seguito il commovente appello dei 43 ex-combattenti cuccaresi, di cui 4 caduti, ben 13 reduci dalla deportazione in Germania, 10 prigionieri di guerra e 4 colpiti da congelamento.

12 nov 2000.jpg

 La cerimonia del 12 novembre 2000 officiata da D. Germano Rota

PiC

Data di aggiornamento: 10/01/2011

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